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Fra i molti momenti
tecnici di "Nitriti di Primavera" 2009, avrà molta importanza questo
appuntamento promosso dall'Assessorato all'Ambiente della Provincia di
Viterbo (ufficio parchi), ente gestore della Riserva Naturale di Tuscania,
nel corso del quale verrà presentato il bando ufficiale del premio che dal
2010 verrà assegnato a coloro che presenteranno un'invenzione o un
progetto che possano contribuire concretamente al reimpiego della forza
motrice animale nei lavori agricoli o per altri impieghi, soprattutto
nelle aree protette.
Hanno aderito all'iniziativa: la Facoltà
di Agraria dell'Università degli Studi della Tuscia, l'Associazione
Nazionale Allevatori Cavallo Agricolo Italiano - TPR, l'Agenzia Parchi
Lazio, la Federparchi. |
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PRINCIPI ISPIRATIVI
(da un'idea di Lorenzo
Caponetti)
Il premio vuole essere una competizione che
stimola il recupero e l'innovazione nell’impiego dell’energia animale (in
primis, tramite l’uso del cavallo) nella pratica quotidiana nelle aree
protette. L'idea nasce da una serie di considerazioni.
Da un lato, c’è la presenza in Italia di un
patrimonio zootecnico di razze equine e asinine di provenienza agricola,
che nella maggior parte dei casi non ha più alcun utilizzo all'interno di
un vero processo produttivo, e di conseguenza non ha più alcuna ragione di
esistere, se non per fini di conservazione e tutela della biodiversità.
Dall'altro lato, la profonda crisi in cui
versa oggigiorno la maggior parte dell'attività agricola italiana, sia in
termini economici per le sfide della globalizzazione, sia in termini
ecologici, deriva dalla non completa sostenibilità delle pratiche
tradizionali.
Occorre anche considerare, d'altra parte, lo
stato di fatto di un momento storico come quello che stiamo vivendo, in
cui la frattura tra agricoltura tradizionale e quella moderna, la
rivoluzione che ha sostituito l'agricoltura di autoconsumo con quella
specializzata è ancora abbastanza vicina perché ci sia ancora una memoria
delle pratiche agricole del passato.
Al giorno d'oggi esiste ancora
una memoria d'uomo ed un patrimonio di attrezzature che potenzialmente
possono |
essere utilizzate, e che
invece nell'arco del prossimo futuro non saranno più disponibili, se non
in termini di ricerca archeologica od antropologica, con tutte le perdite
di conoscenza e le difficoltà di riproduzione che già sono state
sperimentate nel cercare di trasporre nei libri quel che è sempre stato
praticato nei fatti.
L'ultima considerazione, infine, nasce dalla
consapevolezza di come la trazione animale e le relative attrezzature
agricole non siano in effetti state oggetto di ricerca e di
sperimentazione scientifica dopo l’avvento del motore.
Date queste premesse, il premio “Riserva
Naturale di Tuscania, la forza della natura” vuole essere un momento per
stimolare il dibattito e la ricerca in campo istituzionale e accademico,
ma vuole soprattutto essere un incentivo per l'iniziativa spontanea.
Una ragione in più per tutti coloro che con
passione ed inventiva già stanno cercando un modo per conservare memoria
ed attrezzature, per quelli che pensano a quanto sarebbe più bello lavorar
la terra senza il rumore del trattore o che piangono l'abbandono dei
terreni marginali.
E anche per coloro che cercano un utilizzo e
uno sbocco commerciale per i prodotti del proprio allevamento.
L’operazione viene promossa dalla Riserva
Naturale di Tuscania che si pone nella posizione di apripista nei
confronti delle altre aree protette regionali e nazionali.
Tali aree protette, in quanto territori di
avanguardia nei temi della sostenibilità, potrebbero nell'eventualità
rappresentare un 'bacino di utenza' in cui effettivamente utilizzare le
capacità o le attrezzature rese disponibili dal premio.
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