La bufala dell’Iva sul canone Rai

Negli ultimi tempi sta girando molto la notizia riguardante l’applicazione dell’IVA sul canone Rai, con l’attestazione della sua finta diminuzione. Ma la realtà è ben diversa e la news si è rivelata una vera e propria bufala, come molto spesso succede.

I termini della bufala sul canone Rai

Le vie delle bufale sono davvero infinite e lo dimostra anche l’ultima vicenda. Ecco i termini della grande menzogna disponibile sul canone Rai e già pronta a terrorizzare milioni di cittadini. Come ormai tutti sanno, la bolletta della luce del mese di luglio è costata 70 euro in più rispetto a ciò che si sarebbe dovuto pagare. Tuttavia, negli ultimi tempi è apparso un foglio nel quale si dimostra che i 100 euro complessivi relativi al canone sarebbero in realtà 122. L’aumento sarebbe dovuto all’inserimento di unatassazione del 22%, uguale a quella già applicata sulla corrente elettrica. In pratica, il costo totale sarebbe superiore di quello del canone precedente che ammontava fino allo scorso anno a 113,5 euro. Tutto vero? Assolutamente no. La magagna può essere smascherata con estrema facilità.

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Una bufala smascherata alla radice

Per rendersi conto che l’aumento del canone Rai è in realtà un falso storico, è sufficiente dare un’occhiata alla propria bolletta dell’energia elettrica. Infatti, i 70 euro aggiuntivi del mese di luglio non sono determinati da alcun tipo di tassazione e non fanno parte dei calcoli inerenti al consumo di elettricità. Rappresentano soltanto una spesa aggiuntiva che non va ulteriormente fatta crescere. In poche parole, il canone è totalmente esente da IVA, cioè non imponibile. Non si sa se chi ha diffuso la bufala sapesse di questa piccola regola o se avesse soltanto l’intenzione di diffondere un contenuto virale e far arrabbiare i cosiddetti animali da tastiera. Eppure, diversi contatti sono riusciti a scoprire fin da subito la falsità di tali informazioni, smontandole alla radice e comprendendo la presenza di un tentativo di fact checking.

La reazione immediata del Web

Come già accennato in precedenza, il popolo di Internet si è accorto quasi subito della bufala ed è riuscito a smontarla in men che non dica. Vari utenti hanno provveduto a dimostrare che in realtà l’IVA del 22% sul canone non esiste. Al tempo stesso, c’è chi al tempo stesso ha cercato di rendere la vicenda ancora più virale dando vita ad autentiche bufale delle bufale. Per esempio, un utente Internet ha riferito di essere andato a pagare la bolletta della corrente elettrica utilizzando un caro e vecchiobollettino postale, rimuovendo la cifra corrispondente al Canone Rai. Inoltre, la stessa persona ha cercato di incitare gli altri a rimuovere tale tassa. Eppure, non è ancora finita qui. Lo scorso 1° agosto è ricomparsa la bufala, seppur in versione riveduta e corretta e senza più gli errori ortografici presenti in precedenza. L’immagine è stata subito condivisa da un gran numero di account Facebook, ma di realtà nemmeno l’ombra.