È arrivato Google+: te ne sei mica accorto?  

Non pensavo di scrivere niente di che a riguardo, ma dopo aver letto l’articolo di Scoble, condivisissimo in Rete seppure a mio avviso non particolarmente illuminante (per usare un eufemismo), ho pensato di dire la mia offrendo spunti un po’ oltre gli orizzonti disegnati dallo stesso.

Scoble dice che Google+ è decisamente più impegnativo di Facebook da gestire, che l’idea dei Circles è bella ma richiede fatica all’utente per essere configurata. Niente di più vero, ma è un fattore intrinseco che si porta con se il concetto di “controllare la privacy dei propri contenuti“.

googleQuindi non ci vedo niente di strano. Tra l’altro seppure sia “lungo” organizzare i propri Circles, Google ha reso l’esperienza piacevole, con un drag and drop fluido e poco impegnativo. Di più non si può fare. Vuoi controllare a chi mostrare i tuoi status e a chi mostrare le tue foto?

Perdi 45 minuti ad organizzare i tuoi Circles. Farlo con Facebook è possibile (con dei limiti) ma non è piacevole come interazione; con Google+ lo si fa meglio ed in maniera più fluida.

Scoble dice che questa complessità sarà una forte barriera d’ingresso per Google+. Vero, ma teniamo conto che da qualche tempo gli utenti iniziavano a chiedere il tipo di controllo sull’accesso ai contenuti offerto da Google+.

Un esempio fresco fresco: ho distribuito inviti a G+ in Università per raggiungere la mia lista di broker per opzioni binarie, e c’è stato davvero tanto entusiasmo: tutti lì a configurare i loro Circles, ripetendo: “Finalmente“.

Quindi mi chiedo: Facebook ha mostrato la potenza dell’ingranaggio: lo ha mostrato al Mondo, alle aziende, agli utenti. Ma gli utenti ne hanno anche assaggiato i pericoli ed i problemi. Siamo sicuri che non siano disposti a spendere 45 minuti per avere un perfetto clone di Facebook che gli risolve il principale dei problemi che avevano con Facebook?

Andando oltre, è potentissima la nuova barra che Google ha messo sopra tutti i suoi servizi: praticamente tu stai sempre dentro a Google+. Non male, e questa mossa può ridare alla pagina dei risultati di ricerca quella dignità che stava perdendo.

Per concludere: non ci sono ancora strumenti che possano fare la differenza per le Aziende ed i Brand in Google+. Quelli serviranno come il pane. E sono curioso di vedere la loro gamma di offerte.